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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Fusignano
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mwhqFusignano (mwhgFusgnã in mwhwromagnolo) è un mwiacomune italiano di mwiq8 272 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjgprovincia di Ravenna in mwjwEmilia-Romagna.

Contents

Storia
Simboli
Altro
Musica
Strade
Sport
Note

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Storia

Dalla fondazione all'unità d'Italia

Il più antico documento che menziona la zona dove sorse Fusignano è una donazione del re longobardo mwlaLiutprando (anno mwlq743) al vescovo di mwlgFaenza concernente circa 200 ettari di bosco: si tratta della mwlwmagnum forestum che occupava tutta la zona a nord di mwmaBagnacavallo fino alla mwmqvalle Padusa (Fusignano e Bagnacavallo si trovano tuttora nella diocesi faentina). La zona dove sorse Fusignano era un'area di confine: qui terminavano i mwmgcardini della vecchia centuriazione romana ed iniziavano le aree paludose.

Nel territorio donato alla diocesi di Faenza sorse una mwnapieve denominata San Giovanni Battista mwnqin Lyba. Il più antico documento che ne attesta l'esistenza risale al mwng1019. Il territorio attorno alla pieve era per la gran parte incolto. Vi erano dei porti vallivi che permettevano alle merci di continuare il loro percorso via mare. Lo scalo più importante era quello, appunto, di mwnwLyba, terminale del vecchio canale dei mulini (verrà soppiantato dall'attuale Canale di Lugo e Fusignano). Presso il porto vi era il santuario mariano più importante della zona, la chiesa della Madonna di Runzi (oggi Madonna di Fusignano), testimoniata da una pergamena datata mwoa1071cite-ref-4[4].

Nel mwpg1213 mwpwAzzo V d'Este concedette il fondo mwqaFuscinianus al capitano delle sue milizie, Alessia Canale Altavilla. La fondazione dell'attuale centro abitato risale alla metà del mwqqXIII secolo. La famiglia dei conti di Donigallia, probabilmente autoctona, possedeva una vasta area tra le odierne mwqgLugo e Fusignano. Avevano la propria residenza nell'abitato altomedievale di Donigallia-Cocorre, situato a poche centinaia di metri dalla pieve di San Giovanni Battistacite-ref-5[5]. Nel mwrw1241 i mwsaConti di Cunio si sostituirono ai Donigallia come signori del contado unendo per matrimonio i loro beni patrimoniali (caso pressoché unico per il casato dei Cunio, i cui membri erano tutti uomini d'armi). Alla metà del mwsqXIII secolo una serie di villaggi situati a sud di Lugo di proprietà dei Cunio fu sommersa da una rovinosa inondazione del fiume mwsgSenio. Gli abitanti persero le loro case. Nel mwsw1257 i conti di Cunio decisero di trasferirli mwta12 km più a nord, nel nuovo territorio da loro acquistato. Edificarono un mwtqcastrum nel fondo mwtgFuscinianuscite-ref-6[6]. Successivamente la giurisdizione ecclesiastica della pieve di San Giovanni fu trasferita al nuovo centro abitato. Nel mwuw1359 i Cunio cedettero il territorio di Donigallia a mwvaGuido da Polenta. Dopo alterne vicende, il contado, con il fondo mwvqFuscinianus, passò alla mwvgSanta Sede.

Nel mwwa1445 mwwqpapa Eugenio IV cedette Fusignano, con altri castelli della Bassa Romagna, agli mwwgEste di Ferrara. Nel mwww1464 mwxaBorso d'Este donò il castello e il territorio di Fusignano a Teofilo Calcagnini, uomo fidato e membro della sua corte. Nel mwxg1469 l'imperatore mwxwFederico III d'Asburgo conferì alla mwyafamiglia Calcagnini il titolo di mwyqconte palatino. Nel mwyg1598, esauritasi la dinastia estense, Fusignano finì, insieme al Ducato di Ferrara, allo mwywStato Pontificio, inserito nella mwzaLegazione di Ferrara. Ai Calcagnini fu confermato il proprio feudo, elevato da Contea a Marchesato nel mwzq1605 da mwzgpapa Paolo V. Opera significativa dei Calcagnini resta la concessione degli Statuti cittadini.cite-ref-7[7]

La dinastia dei Calcagnini (1467-1796)

Conti di Fusignano

• Teofilo I 1467-1488
• Alfonso I 1488-1510
• Tommaso I 1510-1519
• Alfonso II 1519-1561

Marchesi di Fusignano

• Guido 1561-1610
• Cesare I 1610-1630
• Mario 1630-1634
• Francesco II 1634-1665
• Cesare II 1665-1672
• Francesco III 1672-1701
• Cesare III 1701-1731
• Francesco IV 1731-1796cite-ref-8[8]

La dinastia Calcagnini dominò Fusignano per tre secoli: dal Cinquecento alla fine del Settecento. I loro principali rivali furono i Corelli, la cui presenza in paese è più antica, risalendo al XIII secolo. Nel mwca1632 (ovvero 21 anni prima della nascita di mwcqArcangelo Corelli) si scatenò una mwcgfaida tra le due famiglie: i Corelli, guidati dal capofamiglia Rodolfo, tentarono di uccidere il marchese Mario Calcagnini, cioè colui che possedeva il feudo di Fusignano. L'agguato fu teso la sera del 2 aprile, ma non andò a segno: il Calcagnini si salvò. Ne seguì una spietata repressione, con la condanna a morte di Rodolfo Corelli per mwcwdecapitazione. Del corpo fu poi fatto scempio: venne squartato. Seguì la distruzione del palazzo di famiglia, poi il suolo fu arato e vi fu sparso il sale a eterna ignominia. Da allora, il luogo in cui era stata abbattuta la casa dei Corelli fu chiamato mwdaGuasto Calcagnini o mwdqSpianata dei Corellicite-ref-9[9]. Il marchese Mario Calcagnini, due anni dopo il famoso "guasto", lasciò comunque Fusignano e si ritirò nell'altro feudo della famiglia, quello di mwegFormigine, scambiandolo a vantaggio dei cugini Francesco e Borso, figli di Cesare I Calcagnini. Solo un secolo dopo si poté costruire sulla mwewSpianata: nel mwfa1753 i Corelli donarono il terreno alla parrocchia affinché venisse costruita una chiesa, l'attuale Chiesa del Suffragio. All'interno fecero costruire una cappella per la propria famiglia e una per i Calcagnini, a testimonianza dell'avvenuta pacificazione tra i due casati.

Nel mwfg1796 l'invasione dell'esercito francese rivoluzionario determinò la fine del marchesato Calcagnini. I francesi, infatti, abolirono i diritti feudali. I Calcagnini continuarono a risiedere nel proprio castello a Fusignano fino al 1944, quando l'edificio fu completamente distrutto dai bombardamenti.cite-ref-10[10]

Nel mwha1788 erano state aperte le prime scuole pubbliche, nel mwhq1796 fu inaugurato il nuovo ospedale civile trasformando il vecchio ospedale voluto dai Corelli nel Cinquecentocite-ref-11[11]. In quegli anni Fusignano contava circa mwig3 000 abitanti.

Con l'annessione delle Legazioni pontificie al mwjaRegno di Sardegna (1859), Fusignano passò alla mwjqprovincia di Ravenna.

XX secolo

Alle prime elezioni comunali dopo la mwmaprima guerra mondiale, nel 1920, i mwmqsocialisti ottennero il 73,6% dei voti. Fu eletto sindaco Battista Emaldi, che rimase in carica fino al 1922. Le elezioni del 17 dicembre 1922 furono invece vinte dai mwmgfascisti che, un mese dopo, il 12 gennaio 1923 assassinarono Emaldi. Nel 1924 fu costruito l'attuale ponte sul fiume mwmwSenio, il corso d'acqua che lambisce il centro abitato, in cemento armato, in sostituzione del precedente che era stato travolto da una piena.

Durante la mwnqseconda guerra mondiale l'avanzata degli Alleati fu arrestata per quattro mesi sul Senio. I combattimenti con i tedeschi furono asperrimi, riducendo Fusignano ad un cumulo di macerie e quasi azzerandone il patrimonio artistico. Il 23 aprile 1944 fu teatro dell'eccidio del Palazzone, condotto da più di cento tra fascisti e tedeschi dotati di armi automatiche e di un mortaio e costato 11 morti tra partigiani e coloni del Palazzonecite-ref-12[12]. Fusignano fu liberata il 10 aprile mwog1945 dal mwowGruppo di Combattimento "Cremona".

Il 26 novembre 1949 il Senio in piena esondò. Il paese venne interamente allagato. Occorsero otto giorni di lavoro per ripristinare l'argine e tornare alla normalità. Fu l'ultima volta che il fiume causò seri danni al paese.
Gli anni cinquanta videro una veloce ricostruzione che non tenne nel dovuto conto il patrimonio storico della città: furono abbattuti i ruderi sia del palazzo Piancastelli sia della chiesa arcipretale, dall'enorme cupolone. Inoltre, l'area su cui sorgeva il castello con il giardino all'inglese dei Calcagnini fu lottizzata per lasciare il posto a case popolari.

Gli anni sessanta hanno visto un febbrile sviluppo economico, basato soprattutto sul settore calzaturiero. Significativa l'azione dell'arciprete, mons. Mario Vantangoli, amico personale di mwpwPapa Giovanni XXIII e capace di dialogare politicamente con l'amministrazione di sinistra.

Gli ultimi decenni del mwqqXX secolo e i primi del nuovo secolo vedono un progressivo declino della vita economica ed una progressiva emarginazione del paese, dovuti in parte alla lontananza dalle grandi vie di comunicazione.

Simboli

Lo stemma è stato riconosciuto con DCG del 4 luglio 1928.cite-ref-13[13]

«Di rosso, al

fuso

d'oro, posto in palo, con filo d'argento.»

Il fuso è un'mwsgarma parlante e si trova in stampe risalenti al XVII secolo.cite-ref-14[14] Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Onorificenze

Fusignano è tra le mwuqcittà decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della mwugcroce di guerra al valor militarecite-ref-15[15] per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella mwvwlotta partigiana durante la mwwaseconda guerra mondiale ed è membro dell'mwwqIstituto Nazionale del Nastro Azzurro che raggruppa tutti i combattenti decorati al valor militare:

Croce di guerra al valor militare

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• mwxwChiesa di San Giovanni Battista: è la chiesa parrocchiale di Fusignano. Di origine altomedievale, fu riedificata nel XIII secolo. I bombardamenti della mwyaSeconda guerra mondiale la rasero al suolo. La chiesa attuale è stata costruita nei primi anni 1950. Vi è esposta un'opera del mwyqXVI secolo, attribuita ai fratelli Dossi (mwygDosso e mwywBattista), che rappresenta mwzaGiovanni che battezza mwzqGesù; da segnalare pure la "Via Crucis", dello scultore fusignanese mwzgRaoul Vistoli, e una tela del Cinquecento raffigurante la Madonna mwzwPatrona Fusiniani, opera di Francesco Acquaviva;
• Chiesa del Suffragio (o Tempio dei Caduti): conserva tre opere attribuite a mw0qBenedetto dal Buono: due ovali, rappresentanti mw0gIl transito di S.Giuseppe e mw0wLa Vergine col bambino che appare ad un'inferma, ed una mw1apala d'altare intitolata mw1qMadonna del Buon Consiglio, S. Andrea, S. Teresa d'Avila, S. Luigi Gonzaga e S. Vincenzo Ferrer;
• Chiesa parrocchiale di Maiano Monti: contiene un ciclo pittorico dell'artista ravennate Luigi Bergamini (1921-1992), singolare figura di artista che morì a Fusignano. Alcune sue opere sono state esposte a Siena nel 2009 nella mostra "Arte, Genio e Follia" ideata da mw1wVittorio Sgarbi;
• Chiesa parrocchiale di San Savino: vi si può ammirare un mw2wsarcofago bizantino del V o mw3aVI secolo. Nel mw3qBasso Medioevo si affermò presso i fedeli fusignanesi la credenza secondo cui mw3gSan Savino avrebbe predicato nella zona. Fu edificata una chiesa intitolata al santo, attorno alla quale nacque il centro abitato. Secondo la tradizione il sarcofago avrebbe accolto le spoglie del santo. Tale tradizione non ha mai trovato conferma nelle fonti storichecite-ref-16[16]. Alla metà del mw4wXV secolo i resti in esso contenuti furono traslati nel mw5aDuomo di Faenza, dove sono tuttora conservati. Nel mw5q1927 l'Ispettorato dei Monumenti di Ravenna fece aprire il sarcofago e lo trovò senza fondo e completamente vuotocite-ref-17[17].

Architetture civili

• Casa di mwaqeVincenzo Monti, edificata nel 1737. Sita nella frazione Maiano, fu di proprietà del poeta, che vi soggiornava nei periodi estivi e vi riceveva gli amici del bel mondo mwaqimilanese;
• Monumento alla pietà, opera del mwaqqceramista mwaquAngelo Biancini posta nella facciata dell'ospedale S. Rocco;
• Salone "Casa Giovanni XXIII": sede di spettacoli teatrali;
• Ospedale «San Rocco»: felice esempio di architettura tardoneoclassica, possiede un magnifico scalone dal quale si accede ad un maestoso atrio antistante due ampie sale dove si tengono concerti di musica classica, conferenze e mostre d'arte;
• Il Granaio: antico granaio della famiglia Piancastelli ottimamente restaurato ha funzione polivanente. Vi si tengono concerti, recite teatrali, conferenze, mostre d'arte;
• Auditorium «Arcangelo Corelli»: vi si tengono soprattutto concerti per musica da camera.

Altro

• Urna votiva di scuola mwaq0canoviana. Fu realizzata nel XIX secolo in memoria del marchese Celio Calcagnini (1479-1541) e destinata a Villa Calcagnini. Si salvò dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, che invece rasero al suolo l'edificio. Donata dagli eredi al Comune nel 1963, è collocata su una mwaq4stele in piazza Calcagnini (luogo in cui anticamente sorgeva il castello di Fusignano).

Aree naturali

• L'area naturale di maggior pregio sita nel territorio fusignanese è il «corridoio ecologico» rappresentato dal Canale dei Mulini di Castel Bolognese, Lugo e Fusignano. L'infrastruttura, costruita nel mwariXIV-mwarmXV secolo per alimentare i mulini ad acqua e le coltivazionicite-ref-18[18], con l'esaurirsi della sua funzione primaria è oggi una via d'acqua di servizio al mwargCanale in destra di Reno, dove termina il suo corso. Dal mwark2011 il tratto del canale ricompreso tra i comuni di mwaroLugo e Fusignano fa parte di un'area di riequilibrio ecologicocite-ref-19[19] che si estende per 79 ettari. Lungo il canale è rimasto un solo mulino, il «Mulino Calcagnini». Oggi è la sede dell'atelier di un artista locale. Oltre al canale, l'area comprende il Bosco di Fusignano (un bosco di mwar8latifoglie cresciuto lungo le rive), le "Buche Gallamini" e le "Cave ex-fornace";
• Bosco Calcagnini. Attorno a Palazzo Calcagnini è esistito un vastissimo giardino (24 ettari), chiamato dalla popolazione mwasee' Bösch ("il Bosco") per la prevalenza di vegetazione arborea. Il giardino continuò ad esistere anche dopo l'esaurimento del ramo fusignanese della famiglia (1801), subendo delle modifiche nel tempo. Tra il 1830 e il 1842 fu trasformato dall'architetto mwasiFilippo Antolini (progettista del mwasmTeatro Goldoni di Bagnacavallo), passando da mwasqgiardino all'italiana a mwasugiardino all'inglese. Ricco di piante esotiche alternate da superfici a prato, costituiva un mwasyunicum. Vi era inoltra una serra riscaldata per la coltivazione di mwascagrumi e vennero introdotti mwasgpavoni e mwaskcervi. Nel rigido inverno 1944-45 i grossi tronchi furono venduti come estrema risorsa per le casse comunali ed il sottobosco fu usato dalla popolazione come legna da ardere. Oggi l'area è oggetto di un piano di rimboschimento per ricreare una parte di quella foresta di mwasoquerce e mwasscarpini che una volta si estendeva su tutta la pianura.

Società

Religione

I mwateTestimoni di Geova hanno una casa del Regno capace di 120 posti.

La comunità mwatumusulmana ha un suo ambiente adibito a moschea; sito inizialmente nel Corso, ora si trova nella zona industriale.

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-20[20]

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 1º gennaio 2017cite-ref-21[21] la popolazione straniera residente era di mwauq1 020 persone, pari al 12,5% della popolazione residente. Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:

• mwaucMarocco 279
• mwaukRomania 192
• mwausSenegal 156
• mwau0Macedonia del Nord 97

Lingue e dialetti

Uno dei più importanti studiosi delle tradizioni romagnole, mwavaGiuseppe Bellosi, è fusignanese.

Cultura

Istruzione

Biblioteche

La biblioteca mwavuCarlo Piancastelli ha avuto il privilegio di essere diretto da insigni studiosi: Alfredo Belletti, scomparso nel 2004, e mwavcGiuseppe Bellosi, l'attuale responsabile.

Scuole

A Fusignano vi sono una scuola materna, una scuola primaria di primo grado ed un istituto secondario di primo grado. Vi è anche una scuola materna paritaria, gestita dalla mwavwparrocchia.
La comunità musulmana ha una piccola scuola coranica.

Sono inoltre presenti i seguenti istituti artistici:

• Scuola di Musica «Arcangelo Corelli». Rifondata nel dopoguerra da Ivo Benati. Ormai plurisecolare, ha esercitato nel tempo, se pur con alterne vicende, una funzione di alfabetizzazione musicale creando un campo fertile al formarsi di personalità che hanno ottenuto successi professionali di tutto rispetto. Si possono citare: Genunzio Ghetti (primo violoncello alla Scala), Dino Caravita (violoncellista all'orchestra della RAI di Torino), l'intera famiglia Abbondanti (uno dei membri ha fatto parte dell'orchestra del Maggio Musicale Fiorentino), Leopoldo Zaffagnini (virtuoso di più strumenti spesso in tournée all'estero), Giovanni Zagonari (percussionista al Comunale di Bologna), le cantanti liriche Leonora Taroni e Maria Teresa Gallina. Filippo Negri è attualmente violoncellista alla Fenice di Venezia e Domenico Foschini, virtuoso di strumenti a fiato e cultore di musica irlandese, insegna al mwaweConservatorio di Trieste.
• Scuola di disegno. Di antica tradizione, fu retta dal 1927 al 1944 da Giulio Avveduti, che ebbe come discepoli Raoul Vistoli (scultore molto attivo a Roma nel campo dell'arte sacra), Francesco Verlicchi e Antonio Savioli.

Musei

• Museo civico "San Rocco": allestito all'interno del settecentesco complesso di San Rocco (in passato ospitava l'ospedale cittadino), contiene numerose opere significative di artisti fusignanesi del mwawyXX secolo raramente esposte al pubblico. Si segnalano le sculture di mwawcRaoul Vistoli e gli mwawgacquarelli di Francesco Verlicchi. Vi giacciono accatastate pure opere di Luigi Bergamini (1921-1992). Inaugurato nel mwawk2001, il museo è inoltre sede di una ricchissima collezione di targhe mwawovotive in mwawsceramicacite-ref-22[22]cite-ref-23[23];
• Museo dell'associazione «Romagna Air Finders» (RAF), sito nella frazione Maiano Monti. Contiene reperti e cimeli recuperati dagli associati dal 1998, anno di fondazione dei «Cacciatori di aerei», ad oggi, in tutto il Ravennate. Sono esposti anche gli oggetti personali di 14 piloti caduti in battagliacite-ref-24[24];
• Museo di auto e moto d'epoca «M. e P. Contoli»cite-ref-25[25]cite-ref-26[26].

Musica

Fusignano presenta una ricca quantità di attività musicali:

• Convegni Corelliani;
• Congressi internazionali di studi corelliani;
• Premio musicale "Dino Caravita" (concorso nazionale per giovani strumentisti e cantanti);
• «Il Suono Antico»: ciclo di concerti di musica da camera che si tengono a maggio nella chiesa del Suffragio.

A Fusignano sono attivi: la corale "Arcangelo Corelli", fondata da Francesco Capucci, il coro "Jubilate" e, dal 2011, il coro "Non Siamo Angeli".

Economia

Realtà socialmente importanti nella vita sociale ed economica del paese sono state quella agricola e quella edile.
La principale industria del paese è stata per decenni quella delle mway8calzature. Ora sono presenti anche industrie meccaniche e della gomma.

Infrastrutture e trasporti

Strade

Strade provinciali

La principale strada provinciale di Fusignano è la n. 14 "Quarantola", che collega il centro abitato a mwazuLugo.

Collegano il centro abitato con il forese la n. 109 (per San Savino) e la n. 17 (per Maiano Monti).

La mobilità pubblica di Fusignano è garantita da autocorse svolte dalla società START-Romagna.

Nel mwazk1885 fu attivata la stazione della mwazotranvia Lugo-Fusignano-Alfonsine, impianto esercito con trazione a vapore che rimase in esercizio per soli 22 mesi.

Amministrazione

Sindaci dal 1889

Regno d'Italia

mwaaaElezione del sindaco da parte del consiglio comunale (legge 30/12/1888, n. 5865)

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1890 | 1893 | Emilio Gagliardi | | Sindaco | |
| 1893 | 1899 | Enrico Armandi | | Sindaco | |
| 1899 | 1903 | Leone Vicchi | | Sindaco | |
| 1903 | 1904 | Enrico Armandi | | Sindaco | 2ª volta |
| 1904 | 1906 | Antonio Ricci | | Sindaco | |
| 1906 | 1915 | Enrico Armandi | | Sindaco | 3ª volta |
| 1915 | 1915 | Emidio Costa | | Sindaco | |
| 1915 | 1920 | | | Commissario prefettizio | |
| 1920 | 1922 | Giovanni Battista Emaldi | | Sindaco | Dimissioni [ 27 ] |

Podestà

mwaakPodestà nominati dal re

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1922 | 1928 | Carlo Bolognesi | | Podestà | |
| 1928 | 1938 | Cesare Ricci Armandi | | Podestà | |
| 1938 | 1943 | Ferdinando Foresti | | Podestà | |

<small&#x3E; Responsabile Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) </small&#x3E; * 1943&#x2D;1945 &#x2D; Francesco Castelli

Repubblica italiana

mwaa4Sindaci

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 15 aprile 1945 | aprile 1946 | Remo Montanari | Partito comunista | Sindaco | Nominato dal Prefetto. |
| aprile 1946 | 2 agosto 1950 | Remo Montanari | Partito comunista | Sindaco | |
| 2 agosto 1950 | 16 giugno 1969 | Federico Mazzotti | Partito comunista | Sindaco | Confermato nel 1951, 1956, 1960 e 1964. Dimissionario nel 1969. |
| 16 giugno 1969 | agosto 1978 | Angelo Argelli | Partito comunista | Sindaco | Confermato nel 1970 e 1975 |
| agosto 1978 | 11 giugno 1990 | Oriano Pirazzini | Partito comunista | Sindaco | Confermato 1980 e 1985. |
| 12 giugno 1990 | 14 giugno 2004 | Paolo Pirazzini | Partito comunista poi PDS , poi DS ( L'Ulivo ) | Sindaco | Confermato il 24 aprile 1995 e il 14 giugno 1999. |
| 15 giugno 2004 | 25 maggio 2014 | Mirco Bagnari | Partito Democratico | Sindaco | Confermato il 26 giugno 2009. |
| 26 maggio 2014 | 9 giugno 2024 | Nicola Pasi | Partito Democratico | Sindaco | Confermato il 27 maggio 2019. |

Gemellaggi

Biddulph, dal 1986

Altre informazioni amministrative

I Comuni di mwabkAlfonsine, mwaboBagnacavallo, mwabsBagnara di Romagna, mwabwConselice, mwab0Cotignola, mwab4Lugo, mwab8Massa Lombarda e mwacaSant'Agata sul Santerno formano insieme l'mwaceUnione dei comuni della Bassa Romagna.

Sport

Il comune è inoltre noto per essere il luogo natale dell'allenatore di calcio mwacqArrigo Sacchi, soprannominato mwacuil profeta di Fusignano.cite-ref-28[28]

Sono presenti le seguenti realtà sportive:

• Polisportiva Rossetta
• Polisportiva Maiano Monti
• Fusignano Volley
• S.C.D. Aurora "Patata"
• Pedale Fusignanese società ciclistica
• A.S.D. Basket Aronne Gardini 2001
• Real Fusignano Calcio
• A.S.D. Adriatica
• A.G.I.S.
• Società sportiva Ginnastica Artistica Fusignano
• Società sportiva “Salute e vita” (yoga)
• A.S.D. “Jin Dao” (kung fu)
• Circolo Tennis Suzanne Lenglen

Impianti sportivi

Il Centro dispone di due impianti: un campo da mwac4calcio e un campo da mwac8rugby. Nel campo da rugby giocano le proprie partite casalinghe le squadre di Alfonsine, Lugo e Faenza.

Note

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Bibliografia

• Massimo Baioni, Alfredo Belletti, Giuseppe Bellosi (a cura di), mwap0La storia di Fusignano, 2006, ISBN 978-88-8063-391-4
• «Fondo Piancastelli» presso la biblioteca di Forlì;
• «Archivio Calcagnini» presso la biblioteca di Modena;
• «Archivio parrocchiale» presso la canonica della chiesa arcipretale;
• «Archivio comunale» (tutta la parte fino al 1944 è andata dispersa in seguito agli avvenimenti bellici. Contiene solo le documentazioni più recenti).

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.fusignano.ra.it.
• citerefsapere-itFusignano, su sapere.it, De Agostini.
• mwaq8Sulla storia di Fusignano, su passatore.it. URL consultato il 24 giugno 2005 (archiviato dall'url originale il 20 aprile 2005).